hlif, il locandiere viandante

__Fenrir

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Nome: Hlif
Età: 420
Sesso: M
Razza: Mezzo sangue (orco + umano)
Allineamento: N/B
Altezza: 1.95
Peso: 240kg
Occhi: Verdi dal conto della pupilla grigio
Capelli: Lunghi di color castano chiaro
Corporatura: Robusta
Segni particolari: Due piccole zanne da orco e due corvi tatuati sugli avambracci
Origini: Boschi del nord
 
Storia:
ciao, sono Hlif, uno schiavo, almeno, ero uno schiavo.
I miei genitori erano un orco e un’umana, nel mio villaggio le relazioni del genere non venivano viste tanto bene, diciamo solo pena capitale, erano altri tempi;
In seguito venni venduto come schiavo, due mani in più non fanno schifo a nessuno;
mi acquistò un umano, un certo conte con un buon patrimonio, che mi comprò per crescere e diventare un soldato, non ero molto portato, beh diciamo più che non essere portato non avevo molta voglia, mi attirava di più l’idromele, tanto che imparai a produrlo e il conte, ghiotto più di me, mi nominò distillatore di corte.
Il conte era abbastanza lunatico, da un giorno all’altro poteva promuoverti o degradarti, dalla vita;
un giorno mi promosse a distillatore di corte a vita, il termine a vita non era un eufemismo un giorno pagò una strega per rendermi immortale;
la procedura consisteva in un sacrificio, non morì nessuno ma persi la mia durezza, la densità del mio corpo rimase, insieme al mio peso, ma le lame scalfivano il mio corpo;
che ironia, passare da vivere fino alla vecchiaia quasi in totale sicurezza a vivere fino a chissà quando dovendosi continuamente guardare le spalle, però nelle mura del conte sarei stato al sicuro, giusto?.
 Un altro giorno decise che il mio idromele era scialbo e insapore, mi disse di cambiarlo e che se non gli fosse piaciuto mi avrebbe degradato, “ci siamo capiti”;
Decisi di farne uno buonissimo, così buono da lasciarlo senza fiato, avevo un piano, ma dovevo sperare nel tempismo, glielo portai e di colpo rimase folgorato, "si stupì"
<< E' buonissima! Mi pizzica la lingua come hai fatto?>> mi disse;
<<Eheh segreti di un artigiano>> gli risposi;
mi fece andare, la fortuna sembrava essere dalla mia parte.
La sera con il buio decisi di scappare attraverso dei tunnel nei sotterranei;
antichissimi tunnel costruiti hai tempi della crisi, il nonno del conte aveva paura di un assalto e quindi decise di costruirsi una via di fuga, poche persone ne sono a conoscenza, ma essendo molto spesso in compagnia del conte durante le sue bevute, è molto facile che mi spifferi qualche glorioso e autocompiacente patrimonio di famiglia, tipo un segretissimo tunnel che il suo coraggiosissimo nonno aveva costruito per salvare la famiglia in caso di attacco nemico.
E cosi partì, mi diressi verso i tunnel;
quasi arrivato senti gridare, era la moglie del conte, che trovo il corpo di suo marito steso sul freddo marmo, il tempismo non era dalla mia parte, ma per mia fortuna ero già arrivato e riuscì a scappare, ma spero che la mia assenza non desti sospetti.

Per mia fortuna gli umani vivono pochi anni e un secolo e mezzo dopo nessuno mi stava più cercando, ora sono un locandiere, nel tempo libero mi diverto a lanciare asce e bere idromele, sono passati 400 anni dal giorno della mia fuga, o visto un po’ tutto il mondo, dico un po’ perché purtroppo mi tocca camminare il mio peso non mi consente di cavalcare, quindi piano piano arriverò dappertutto.
 
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